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Dr. Giuseppe Armentaro

Psicologo - Psicoterapeuta

Iscr. Ordine Regione Piemonte n° 1580

 

Le trasformazioni della sessualità tra i 40 e i 65 anni

 

Tra i 40 e i 65 anni iniziano ad evidenziarsi in modo evidente e significativo, soprattutto nell’uomo, le modificazioni e il ridimensionamento delle capacità sessuali. Tale evento accompagnato alla possibile diminuzione della forza e delle capacità fisiche induce nei soggetti la sensazione, più o meno consapevole, che si è di fronte ad una svolta. Il momento del passaggio a quella che viene considerata la seconda parte della vita pone gli individui di fronte alle preoccupazioni sulla propria fine e induce molti ad attuare una valutazione di cosa si è, di cosa si è fatto e di cosa si vuole ancora fare. Queste preoccupazioni e queste crisi inducono molto spesso uno stato di lutto che espone facilmente a stati di depressione o a reazioni di negazione.      

 

La donna

Un momento cruciale nella sessualità femminile è rappresentato dalla menopausa e dal climaterio, ovvero quell’insieme di modificazioni ormonali, metaboliche e i quei disturbi fisici e psichici che accompagnano il venir meno dell’attività ovarica. Il modo in cui si affronta questo evento, che si verifica intorno ai cinquant’anni, influenza fortemente la qualità della vita successiva, tanto più che la mezza età coincide, nella nostra società, non solo con la fine della fertilità, ma con il concomitante esaurirsi di molti ruoli sociali e familiari ricoperti fino ad allora dalla donna.

Il vissuto di perdita che molte donne provano non è però legato solo all’esaurimento della funzione riproduttiva, ma anche alla memoria storica, filogeneticamente impressa, che fino ad un tempo non lontano la menopausa coincideva con la morte fisica.

Oggi le donne hanno invece dopo tale evento la prospettiva relativamente nuova di alcuni decenni di vita.

Se la prima parte dell’esistenza è fortemente condizionata dalla spinta biologica, la seconda, conquistata alla natura dai progressi sociali, della medicina, della scienza e della tecnica è la più fortemente individualizzata, la più “culturale” in senso lato, dipendendo in gran parte dalla capacità del singolo di attivare, sviluppare, sfruttare le proprie peculiari risorse e dal suo atteggiamento interiore nei confronti dell’esistenza. Anche la sessualità non sfugge a questa rilettura personale dei vari aspetti della vita ed il sessuologo deve capire che senso abbia, nella situazione attuale, per la persona che ha di fronte, a che bisogni risponda, quali aspettative soddisfi e quali lasci inevase, se assuma o no un significato simbolico che va ben oltre la funzione.

Dal punto di vista fisico le mestruazioni diventano irregolari per frequenza e quantità del flusso. Possono comparire vampate di calore improvvise al volto e al collo con propagazione al tronco, della durata di alcuni minuti, accompagnate o meno da arrossamento cutaneo, sudorazione profusa, nausea e cefalea.

I sintomi genito-urinari descritti da molte donne sono rappresentati dalla vaginite atrofica per l’assottigliamento della mucosa, con perdite e sanguinamenti vaginali, prurito e bruciore.

Può insorgere dolore al coito, poiché la mucosa vaginale, assottigliata, è più esposta ai traumi. La vagina inoltre si riduce di profondità e di diametro, per perdita di elasticità, al cui mantenimento molto giova la continuità dei rapporti sessuali.

In taluni casi si nota involuzione dei tessuti di sostegno e di sospensione dell’utero con conseguente rischio di prolasso.

Anche l’uretra è interessata ai processi di atrofia: le infezioni delle vie urinarie causano cistiti acute e croniche; il bisogno di urinare si fa più frequente e può comparire l’incontinenza.

Tra i sintomi psicologici più rilevanti: psicolabilità, con conseguenti sbalzi d’umore apparentemente immotivati; depressione strisciante, conclamata o mascherata.

Nonostante gli inconvenienti citati, che ovviamente non si verificano tutti né necessariamente, gli anni incidono meno sulla risposta sessuale femminile che su quella maschile.

Dal punto di vista strettamente fisiologico con la menopausa la libido dovrebbe addirittura aumentare per il venir meno della funzione antagonista esercitata dagli estrogeni nei confronti degli androgeni della donna. Superata inoltre, se le esperienze sessuali pregresse sono state positive, le inibizioni giovanili la donna può esprimere finalmente tutta la sua sessualità senza tabù. È pur vero che la lubrificazione si produce con più lentezza, le contrazioni cloniche sono meno vigorose e frequenti e le sensazioni erotiche meno intense, ma si conserva intatta fino alla fine la possibilità di sperimentare orgasmi multipli.

 

L’uomo

Anche gli  uomini vivono, intorno ai cinquant’anni, la crisi della mezza età. Ci si sente ancora forti, ma si avverte che la vita scorre inevitabilmente. I figli, quando ci sono, sono ormai grandi e si avviano all’indipendenza. Si percepiscono le prime avvisaglie della decadenza fisica che interessa, più che per le femmine, anche la risposta sessuale.

Le trasformazioni della sessualità spesso sorprendono il soggetto, cogliendolo impreparato e disinformato, e generano in lui vissuti angosciosi, tanto più intensi quanto più l’individuo ha, consciamente o no, considerato per tutta la vita la potenza sessuale sinonimo di virilità.

Tutto ciò può creare ansia e depressione; alcuni vi reagiscono con l’evitamento di qualsiasi situazione che può assumere colorazioni sessuali, altri inseguendo, in una nuova relazione con una donna molto più giovane, la giovinezza che fugge.

L’andropausa è un fenomeno diverso dalla menopausa, più sfumato e caratterizzato da una sintomatologia di natura prevalentemente psichica.

Nel maschio la fertilità infatti diminuisce ma non cessa. Si abbassa il livello di testosterone e ne scompare il ritmo circadiano. Mentre infatti nel giovane tale ormone ha un picco mattutino che va scemando con il procedere delle ore, nell’anziano non solo il suo livello è inferiore, ma è costante per tutte le ventiquattro ore.

Statisticamente sensibile è la diminuzione della spermatogenesi (con produzione giornaliera di spermatozoi equivalente in media al cinquanta per cento di quella giovanile).

Con l’avanzare dell’età si invertono i rapporti  fra eccitazione psicogena ed eccitazione riflessa. Con la prima intendiamo il piacere emotivo e cognitivo legato all’attività sessuale e all’immaginario; con la seconda quella conseguente ad un’adeguata stimolazione diretta degli organi genitali.

Se per un giovane è sufficiente pensare all’imminente incontro con la propria partner o anche solo ad una donna attraente per raggiungere un alto grado di eccitazione ed un’adeguata erezione, per una persona matura è indispensabile, per perseguire lo stesso risultato, una intensa stimolazione degli organi genitali.

Questa trasformazione che è fisiologica, è spesso sentita dalla coppia come mortificante: per lui, perché non si sente più abbastanza virile, per lei, perché non si sente più abbastanza desiderabile.

Con gli anni si allunga anche il periodo refrattario (periodo in cui anche in presenza di desiderio sessuale e di adeguata stimolazione la risposta sessuale non avviene): originariamente di secondi o minuti si può allungare a ore o addirittura a giorni.

Le coppie che sono abituate ad avere due o più coiti per incontro, quando l’intervallo tra l’eiaculazione e la successiva erezione si prolunga eccessivamente vivono l’attesa come soggettivamente intollerabile.

Lui, a questo punto, si “sforza” ad avere un’erezione (vi pensa con insistenza ed apprensione) attivando così invece proprio il circuito che la blocca ed aggravando la situazione anziché migliorarla.

Per finire, il risultato dell’ansia viene erroneamente interpretato come impotenza dovuta alla vecchiaia: il circolo vizioso a questo punto non può che perpetuarsi.

Lo spettro dell’impotenza del resto aleggia angosciosamente nell’immaginario maschile: ne consegue che il motivo principale per cui un maschio chiede una consultazione psicologica in età avanzata è la disfunzione erettile.

 

I disturbi del desiderio

Parliamo infine dei disturbi del desiderio che spesso colpiscono i soggetti di questa fascia di età. Questi disturbi interessano in eguale misura entrambi i sessi.

Il calo o l’assenza della libido vengono considerati di chiara competenza sessuologica solo nel caso in cui il soggetto (maschio o femmina) in una situazione da lui stesso giudicata attrattiva non avverta alcun desiderio ovvero venga spinto dal/dalla partner a “fare qualcosa” in una situazione ormai sentita come intollerabile.

Nella maggior parte dei casi invece il soggetto più che l’assenza o la diminuzione del desiderio sessuale lamenta un senso di astenia diffuso, di demotivazione generalizzata, una fiacchezza che egli stesso non riesce a spiegare: egli porta al terapeuta non la propria sessualità, ma la propria depressione.

L’abbassamento del desiderio sessuale nell’anziano è del resto assai diffuso, per cause biologiche ed ambientali, per stati patologici o come conseguenza di alcune terapie farmacologiche.

L’anziano lamenta spesso una diminuita vitalità ed un affievolirsi di interessi.

Egli vive frequentemente situazioni oggettivamente difficili, comportanti sovente vissuti depressivi, reattivi o endogeni, che interferiscono sulla libido e sulle successive fasi della risposta sessuale. Tali vissuti depressivi possono anche essere in alcuni casi determinati da variazioni del rilascio di taluni neurotrasmettitori, (in primo luogo della dopamina).

Anche l’ansia, sentita come l’attesa di un pericolo imminente ed ineluttabile, che tormenta molti anziani interferisce con la libido. Essa affonda le sue radici nella paura della malattia e della morte; nell’insicurezza legata alla perdita di familiari, amici e di ruoli sociali; nell’incertezza economica che angustia molti anziani.

Anche quando, per età, scelta o impedimento, sono assenti i rapporti genitali la sessualità trova canali alternativi per esprimersi, peculiari all’età e all’individuo.

Così se é innegabile che con il passar degli anni la spinta biologica si affievolisce é per contro altrettanto vero che permangono, o addirittura si rafforzano, il bisogno di relazione, affetto, tenerezza, riconoscimento e rassicurazione, che trovano nel contatto fisico con l’altro, specie se accompagnato da condivisione intima di pensieri, sentimenti, emozioni, una modalità di soddisfacimento insostituibile.

Toccare ed essere toccati, con sensibilità, amore, tenerezza o passione è uno dei modi più efficaci per sentirsi ancora vivi.

 

Bibliografia

Carli L. (cur.), Attaccamento e rapporto di coppia, Cortina, Milano, 1995.

Carrera M., La vita sessuale, Idea Libri, Milano, 1993.

Fornari F., Genitalità e cultura, Feltrinelli, Milano, 1975.

Holmes J., La teoria dell’attaccamento, Cortina, Milano, 1994.

Kaplan H.S., Nuove terapie sessuali, Bompiani, Milano, 1976.

Armentaro G., Notario A., “La sessualità nelle varie età: l’adulto”, in: Cociglio G. (a cura), “Il manuale del consulente sessuale”, Vol. 1, Franco Angeli, Milano, 2002, 664-670.

 

 

Dr. Giuseppe Armentaro Psicologo-Psicoterapeuta C.so Trapani, 74 - 10139 Torino - Tel. 011.377.399

   

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