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Dr. Giuseppe Armentaro

Psicologo - Psicoterapeuta

Iscr. Ordine Regione Piemonte n° 1580

 

 

IL RILASSAMENTO MUSCOLARE PROGRESSIVO

Il rilassamento muscolare progressivo elaborato da Edmound Jacobson, a partire dagli anni ’30, è una tecnica che può essere usata efficacemente sia in fisioterapia che in psicoterapia. Nella fisioterapia può essere utilizzato in molteplici forme di alterazione del tono muscolare, come la spasticità, le contratture muscolari; le sindromi dolorose con ipertonia muscolare, come le cefalee muscolotensive e le lombalgie. In campo psicoterapeutico, il rilassamento muscolare progressivo viene utilizzato, insieme ad altre tecniche, nel trattamento dell’ansia, delle fobie e delle malattie psicosomatiche. L’obiettivo primario di ogni forma di rilassamento, e del modello di Jacobson in particolare, è quello di attivare il sistema parasimpatico, inibendo così il sistema ortosimpatico, la cui attivazione tende a determinare quello stato fisiologico che comunemente viene definito stato ansioso. L’ansia, e più in generale ogni stato di disagio, è caratterizzata da una componente cognitiva-emotiva e da una variazione dei normali parametri fisiologici, tra i quali spiccano in primo luogo, la tensione muscolare, la conduttanza elettrodermica, la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna, la frequenza respiratoria ecc.

Le tecniche di rilassamento elaborate per il controllo, o la diminuzione, del disagio provocato dallo stato ansioso, sono innumerevoli, e ognuna di esse ha dei vantaggi e degli svantaggi rispetto agli altri.  A parere di molti esperti,  il metodo Jacobson ha il vantaggio di poter essere utilizzato efficacemente e rapidamente in ogni circostanza e in ogni luogo. Lo svantaggio principale è rappresentato dal fatto che alcune persone, con questo metodo, non riescono a raggiungere uno stato di rilassamento paragonabile a quello che riescono a raggiungere con altri metodi come ad esempio il training autogeno.

Il rilassamento muscolare progressivo secondo il metodo Jacobson si suddivide in forma generale, che prevede il coinvolgimento di tutti i gruppi muscolari, e rilassamento differenziale che invece prevede il coinvolgimento solo di una parte dei gruppi muscolari.

Il metodo Jacobson prevede che il soggetto in primo luogo sviluppi la capacità di individuare lo stato di tensione muscolare. Per raggiungere questo obiettivo il terapeuta insegna al soggetto a percepire la differenza tra tensione e rilassamento, attraverso ripetuti esercizi di contrazione volontaria e prolungata delle varie zone del corpo, fino a quando sarà in grado di avvertire anche la minima contrazione di un gruppo muscolare.  Una volta che il soggetto ha imparato ad avvertire la tensione dei vari gruppi muscolari, sarà in grado di rilassare i muscoli che non sono interessati al movimento che sta effettuando, e sarà anche in grado di applicare in ogni attività esclusivamente la quantità di tensione muscolare necessaria.

Il metodo elaborato originariamente da Jacobson, aveva come inconveniente principale la lunghezza del periodo necessario per apprenderlo. Il training completo richiedeva un totale di 56 sedute ed esercizi che variavano da una a nove ore al giorno. Nel corso degli anni il metodo ha subito varie trasformazioni che hanno riguardato sia la durata complessiva, sia la durata di ogni singola seduta. Le più importanti trasformazioni sono quelle introdotte da J. Wolpe negli anni ‘50-’60 (forma abbreviata da effettuare in sei sedute della durata di circa trenta minuti) e da Bernstein–Barkovec negli anni ’70 (rilassamento muscolare profondo da effettuare in dieci sedute).

 

Dr. Giuseppe Armentaro Psicologo-Psicoterapeuta C.so Trapani, 74 - 10139 Torino - Tel. 011.377.399

   

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