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Dr. Giuseppe Armentaro

Psicologo - Psicoterapeuta

Iscr. Ordine Regione Piemonte n° 1580

 

 

Ansia:

Parlando d'ansia, per prima cosa dobbiamo dire che essa è un processo psicofisiologico naturale con il quale il soggetto reagisce a stimoli esterni o interni di pericolo. L'ansia in sé non è un fenomeno patologico, è una reazione di difesa messa in atto dall'istinto di conservazione. L'ansia diventa però un disturbo quando le reazioni sono eccessive in relazione agli stimoli reali. Per ansia intendiamo, quindi, uno stato emotivo, spesso doloroso, caratterizzato da:

  • Preoccupazione eccessiva (attesa apprensiva), che si manifesta per  la maggior parte dei giorni.

  • Difficoltà a controllare la preoccupazione.

  • La preoccupazione è associata con alcuni di questi sintomi: irrequietezza (o sentirsi tesi con i nervi a fior di pelle), facile affaticabilità, difficoltà a concentrarsi o memoria vuota, irritabilità, tensione muscolare, alterazione del sonno.

  • La preoccupazione o i sintomi fisici, causano disagio o menomazione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.

I disturbi d'ansia sono una varietà di difficoltà psicologiche, che secondo alcune stime, interessa dal 5 al 25% della popolazione e insorge, generalmente, dopo i 20 anni. Sono però frequenti esordi nella fanciullezza o nella adolescenza. Il decorso è cronico ma fluttuante, frequentemente peggiora durante i periodi di stress.

Come già detto, le caratteristiche ricorrenti sono una eccessiva paura, preoccupazione e evitamento o fuga. Oltre agli aspetti psicologici sono presenti anche una serie di fenomeni neurovegetativi come tachicardia, aumento della pressione sanguigna, della tensione muscolare, della sudorazione, del ritmo del respiro ecc. Tutte queste reazioni sono conseguenti al fatto che l'organismo, pensando di trovarsi in una situazione di pericolo, si predispone per attuare la "fuga" o "l'attacco". Questa predisposizione permette di affrontare nel modo migliore le reali situazioni di pericolo, diventa però un elemento negativo quando il pericolo è limitato o addirittura solo immaginario. L'eccessiva o l'ingiustificata attivazione dell'organismo, può rendere molto difficile la vita alle persone e renderle incapaci di affrontare anche le situazioni più familiari.

Il confine tra ansia normale e ansia patologica è molto spesso difficile da stabilire. A titolo indicativo potremmo dire che diventa patologica quando si perde il controllo delle proprie emozioni, quando ci si sente impotenti e incerti, quando non si riesce ad affrontare situazioni nuove o impreviste. Si ha un’alterazione delle normali capacità individuali e come conseguenza di tutto ciò si prova uno stato di sofferenza e di forte disagio fisico e psichico.

Il “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali” (DSM-IV), comprende tra i vari disturbi d’ansia:

·        Disturbo di Panico;

·        Agorafobia;

·        Fobia Specifica;

·        Disturbo Ossessivo-Compulsivo.

 

Dr. Giuseppe Armentaro Psicologo-Psicoterapeuta  C.so Trapani, 74 - 10139 Torino - Tel. 011.377.399