Dr. Giuseppe Armentaro Psicologo Psicoterapeuta Torino

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Dr. Giuseppe Armentaro

Psicologo - Psicoterapeuta

Iscr. Ordine Regione Piemonte n° 1580

 

 

 

 

Studio comparato sulla sessualità di un campione di popolazione e di un campione di soggetti con Disturbi Alimentari Psicogeni

 

Il presente studio è stato presentato al convegno “Sessualità e disturbi dell’alimentazione” Organizzato dalla Scuola Superiore di Sessuologia Clinica di Torino, Torino- Novembre 1997.

Introduzione

Con questo studio, effettuato negli anni 1996/97, si è cercato di effettuare un confronto e una comparazione tra la sessualità, e i comportamenti sessuali, di un campione di popolazione, e un campione di soggetti che soffrono di disturbi alimentari psicogeni (DAP).

I DAP e i disturbi più propriamente legati alla sessualità, molto spesso sono presenti negli stessi soggetti, e molto spesso è difficile distinguere gli aspetti legati agli uni o agli altri. Allo stesso tempo è profondamente diverso il modo di intendere e di vivere il rapporto con il cibo e con il sesso da parte dei soggetti che soffrono di anoressia, di bulimia o di obesità.

Partendo da questi presupposti abbiamo tentato di verificare in che misura la sessualità e il rapporto con il proprio corpo, nei soggetti con DAP viene compromesso, o si differenzia da quello dei soggetti che non soffrono, in modo eclatante o conclamato, di tali disturbi.

 

Strumenti e Metodi

Lo studio è stato realizzato somministrando un questionario ad un campione casuale di soggetti, in terapia presso il Dipartimento di malattie dell’apparato digerente e nutrizione clinica dell’Azienda Ospedaliera S. Giovanni Battista di Torino, o in psicoterapia presso studi di psicologia privati.

Il numero di pazienti ai quali è stato somministrato il questionario, complessivamente ammonta a 109. Di questi: 54 con diagnosi di anoressia e 55 con diagnosi di bulimia.

I soggetti affetti da anoressia nervosa appartenevano tutti al tipo “Con Restrizioni”, mentre i soggetti bulimici appartenevano sia al tipo “Con Condotte di Eliminazione” che al tipo “ Senza Condotte di Eliminazione ”.  Tra le bulimiche si avevano quindi dei soggetti con peso corporeo nettamente inferiore o superiore alla media.

Non essendo riusciti a coinvolgere nello studio un numero statisticamente significativo di soggetti di sesso maschile, abbiamo deciso di non analizzare i dati contenuti nei pochi questionari compilati da maschi con DAP. 

In una fase successiva dello studio, lo stesso questionario è stato somministrato ad un campione stratificato di 395 soggetti femmine, di età compresa tra i 15 e i 29 anni, rappresentativo della popolazione piemontese e così suddiviso:

Tab. 1

Composizione del campione della popolazione Femminile

ETA’

%

15 - 19

105

26,6

20 – 24

137

34,7

25 -  29

153

38,7

TOTALE

 =SUM(ABOVE) 395

 =SUM(ABOVE) 100

 

Gli intervistatori facevano compilare i questionari individualmente e in forma anonima

Il questionario somministrato era composto da sei parti, ognuna delle quali conteneva domande con risposte precodificate, e con scale di intensità in alcuni casi comprese tra 1 e 5, e in altri tra 1 e 7. Le parti erano le seguenti:

1.       Dati Socio anagrafici (sesso, età, titolo di studio, professione, stato civile);

2.       Dati Antropometrici (peso, altezza e Body Mass Index (BMI));

3.       Alimentazione, sessualità e piacere;

4.       Percezione e Rapporto con il proprio corpo;    

5.       Ruolo del peso corporeo nelle Relazioni affettive;  

6.       Esperienze e attività sessuali.      

Per la realizzazione della parte inerente la percezione del proprio corpo si  è utilizzato il Differenziale Semantico. 

 

Risultati

 

1. Dati Socio anagrafici

Entrambi i campioni sono caratterizzati dalla presenza di elevate percentuali di soggetti che hanno una scolarità superiore a quella dell’obbligo. I soggetti di entrambi i campioni svolgono in prevalenza l’attività di studente (83,8% campione popolazione femminile e 54,2% Campione DAP).  Nel campione di soggetti con DAP, sono numerosi anche quelli che svolgono il lavoro di operaia, impiegata e casalinga (rispettivamente 25,6% , 5,2% e 5%). Una percentuale considerevole dello stesso campione è disoccupata(9,2%). Tra i soggetti del campione di popolazione femminile quelli che svolgono il lavoro di impiegata rappresentano il 5,2%, mentre i restanti soggetti svolgono varie attività tra le quali la casalinga, l’operaia, la commerciante e la libera professionista.

L’età media dei soggetti del campione DAP varia leggermente in base alla tipologia di disturbo. Le anoressiche hanno un’età media di 22,6 anni e le bulimiche di 24,5 anni (Tab. 4). Questi valori sono superiori a quelli che generalmente si considerano come età di insorgenza dei disturbi stessi, tuttavia ciò è giustificato dal fatto che i soggetti del campione, molto spesso, hanno già una lunga storia clinica alle loro spalle.

Poco meno della metà dei soggetti del campione di popolazione femminile sono nubili ma con una relazione affettiva significativa (47,3%).  Tali soggetti rappresentano invece solo il 31,3% del campione DAP.

Complessivamente il 56,1% dei soggetti del campione di popolazione femminile sono coniugate o hanno una relazione affettiva significativa e stabile. I soggetti del campione DAP, con le stesse caratteristiche, rappresentano il 50,3%.

 

2. Dati Antropometrici 

I dati antropometrici che sono stati richiesti ai soggetti dei due campioni riguardavano il peso e l’altezza. Un terzo dato, il Body Mass Index (BMI) è stato calcolato da noi utilizzando i dati sul peso e sull’altezza. Il BMI è un dato molto importante per stabilire se un soggetto è sottopeso, normopeso o sovrappeso. Tale indice si calcola dividendo il peso corporeo (espresso in chili) per l’altezza al quadrato (espressa in metri). Se il BMI è inferiore a 19 il soggetto sarà sottopeso, se è compreso tra 20 e 25 sarà normopeso, se è compreso tra 26 e 30 sarà sovrappeso, e se è superiore a 30 sarà considerato obeso. Nella tabella 2 è riportata la suddivisione del campione di popolazione femminile in base all’indice BMI.

Tab. 2

BMI CAMPIONE POPOLAZIONE FEMMINILE

BMI

%

£ 19                 (Sottopeso)

42,1

20 -  25             (Normopeso)

54,1

26 – 30             (Sovrappeso)

2,3

>30                  (Obesi)

1,5

TOTALE

 =SUM(ABOVE) 100

 

Se si considerano invece i dati medi inerenti il peso, l’altezza e il BMI in base alle quattro fasce di età (Tab.3), si può notare come il peso e il BMI sia posizionato verso il limite inferiore dei valori caratteristici dei soggetti normopeso.

Tab.

PESO, ALTEZZA E BMI DEL CAMPIONE DI POPOLAZIONE FEMMINILE

ETA’

PESO

(Kg.)

ALTEZZA

(m.)

BMI

MEDIO

15 - 19

55,0

1,66

19,8

20 -  24

56,6

1,65

20,6

25 – 29

56,8

1,66

20,6

TOTALE

56,2

1,66

20,5

 

Il BMI dei soggetti DAP coinvolti nello studio, chiaramente varia molto in base al tipo di disturbo. Le anoressiche hanno un BMI medio uguale a 15,2,   e le bulimiche uguale a 26,8. Come avevamo però prima accennato, tra le bulimiche vi sono i soggetti appartenenti al tipo Purging che generalmente sono normopeso o sottopeso, mentre i soggetti appartenenti al tipo Non Purging  sono generalmente sovrappeso e in alcuni casi obesi. 

Tab. 4

BMI -  PESO -  ALTEZZA  del CAMPIONE DAP

BMI

BMI

MEDIO

ETA’

MEDIA

PESO

MEDIO

ALTEZZA

MEDIA

 

 

(Anni)

(Kg.)

(m.)

Anoressiche

15,2

22,6

41,5

1,65

Bulimiche

26,8

24,5

66,4

1,57

 

3. Alimentazione, sessualità e piacere

I soggetti sovrappeso sembrano essere quelli che maggiormente condividono l’affermazione che la vita sessuale dà più soddisfazione della buona cucina.  I soggetti bulimici Purging sono invece i meno concordi.  Complessivamente i tre campioni forniscono valutazioni medie simili, mostrandosi più orientati verso il piacere sessuale che verso il piacere derivante dall’alimentazione. 

Tab. 5

Condivide l’affermazione: “La vita sessuale dà più soddisfazione della buona cucina” ?

 

MEDIA

Campione Popolazione Femminile

3,5

Anoressiche

3,5

Bulimiche

3,4

                  Legenda: Scala 1-5.   1=Per niente d’accordo,   5=Molto d’accordo.

 

Le bulimiche Purging si sono dichiarate le più concordi con l’affermazione che non c’è amore senza sesso (Tab.6). Possiamo quindi supporre che il sesso venga considerato, alla stregua del cibo, come qualcosa da divorare con voracità, ma non da gustare, assaporare e soprattutto non viene considerato come fonte di piacere.

I soggetti del campione di popolazione femminile e le anoressiche in particolare,si dichiarano mediamente d’accordo che non c’è amore senza sesso. Tra i soggetti con DAP, le obese, sono quelle che danno le risposte più simili a quelle date dai soggetti del campione di popolazione Sembra che questi soggetti tendano a dare una certa importanza al ruolo della sessualità all’interno della relazione affettiva, tuttavia pensano che questa non sia la modalità esclusiva e privilegiata per la riuscita e il proseguimento di una relazione affettiva.

Tab. 6

Condivide l’affermazione:

“Non c’è amore senza sesso” ?

 

MEDIA

Campione Popolazione Femminile

3,2

Anoressiche

3,5

Bulimiche

3,3

                     Legenda: Scala 1-5. 1=Per niente d’accordo, 5=Molto d’accordo.

 

4. Percezione e rapporto col proprio corpo

Da sempre gli stereotipi culturali inducono ad associare l’obesità all’autoindulgenza, all’avidità e alla pigrizia. Sempre in base agli stessi stereotipi, la magrezza viene considerata simbolo di autocontrollo e di contenimento dei bisogni. In ogni caso il grasso equivale a brutto, e per questo motivo molti soggetti si pongono come obiettivo irrinunciabile la magrezza, fino ad arrivare al punto di distorcere la loro percezione corporea e a considerare soddisfacente il loro corpo, ed apprezzarlo, solo quando si trova in uno stato che si può definire a tutti gli effetti di denutrimento. Allo stesso tempo chi avrà un peso superiore alla media valuterà negativamente sé e le proprie capacità.

I risultati sulla percezione del proprio corpo, ottenuti con il differenziale semantico rispecchiano abbastanza fedelmente questi assunti ed è soprattutto possibile osservare come i soggetti con DAP li abbiano fatti propri.

Le bulimiche percepiscono il proprio corpo come brutto a differenza delle anoressiche e del campione di popolazione che invece lo percepiscono come bello. Probabilmente il dato inerente il campione di popolazione è influenzato anche dal fatto che i soggetti che lo compongono sono in prevalenza tendenzialmente sottopeso, cosa che le accomuna, almeno per questo aspetto, alle anoressiche.

Nonostante il fatto che i soggetti che soffrono di anoressia, sono affetti da numerose manifestazioni organiche patologiche a carico della muscolatura scheletrica, dell’apparato cardiocircolatorio, del sistema endocrino ecc., percepiscono e considerano il loro corpo come sano. Contrariamente alle anoressiche le bulimiche  lo considerano malato, anche se oggettivamente le manifestazioni organiche sono di gran lunga inferiori a quelle presenti nelle anoressiche. Tale dato è a nostro avviso una espressione del disprezzo che questi soggetti hanno per il proprio corpo. Si tratterebbe quindi di una sorta di razionalizzazione e di una distorsione cognitiva che tende a giustificare il disprezzo e il rifiuto del proprio corpo, affermando che è “malato”.

Tab. 7

 

Campione Popolazione Femminile

Anoressiche

Bulimiche

 

Valutazione

Valutazione

Valutazione

Forte-Debole

5,3

4,5

4,4

Bello-Brutto

5,2

4,4

2,4

Attivo-Passivo

5,7

4,9

4,4

Pieno- Vuoto

5,3

3,1

5,1

Grande- Piccolo

4,7

2,8

5,1

Docile-Ribelle

3,9

2,5

4,0

Sano-Malato

6,0

4,5

3,6

Rotondo-Angoloso

5,1

3,1

6,0

Disteso-Teso

3,9

3,1

3,1

Allegro- Triste

5,7

4,5

4,2

Buono- Cattivo

6,0

4,6

6,0

Comodo-Scomodo

5,4

3,8

4,4

Gradevole-Sgradevole

5,5

4,5

2,7

Leggero-Pesante

4,7

5,9

2,5

Nota: la Scala di valutazione è compresa tra 1 e 7.

 

Le anoressiche sembra che facciano un vanto del fatto di percepire il loro corpo come angoloso e ribelle. L’”angolosità”, in modo particolare, sembra essere il traguardo tanto agognato ed auspicato, tutto quello che è rotondo e in particolare le rotondità corporee, sono assolutamente da fuggire e da eliminare.

Quasi unanimemente il campione di popolazione e le bulimiche percepiscono il proprio corpo come buono. Sebbene anche le anoressiche lo percepiscano come buono, il valore da loro attribuito è molto più basso. Evidentemente questa valutazione è indice del sottile e continuo conflitto che le vede impegnate a combattere contro un corpo ribelle che si ostina a non voler eliminare ogni accenno di curve e a non voler calare di peso.

A conferma di quanto dicevamo prima sugli stereotipi culturali, le bulimiche si percepiscono come pesanti e considerano il loro corpo come sgradevole. Al contrario le anoressiche e il campione di popolazione femminile si percepiscono come gradevoli e leggere.

 

Le risposte alla domanda sulla sensazione provata guardandosi nude allo specchio, evidenzia in primo luogo il fatto che le anoressiche sono quelle che maggiormente osservano il loro corpo, guardandosi allo specchio. Solo il 7,3% di esse non si è mai guardata nuda allo specchio, contro il 12% del campione di popolazione femminile e percentuali sostanzialmente simili di obese e bulimiche.

La percentuale di soggetti con DAP che prova piacere guardandosi allo specchio è notevolmente inferiore a quella del campione di popolazione. Considerando le diverse tipologie di DAP, emerge che le anoressiche sono quelle che maggiormente provano piacere a guardarsi (41,1%), mentre le bulimiche sono quelle che ne provano di meno (22,3%).

Rispetto al campione di popolazione, è decisamente maggiore la percentuale di soggetti con DAP che guardandosi prova fastidio e vergogna.

Una percentuale considerevole di anoressiche (18,5%) dichiara di non provare precise sensazioni, ma di rimanere indifferente quando si guardano. Le percentuali di soggetti che rimangono indifferenti è invece notevolmente inferiore per i soggetti appartenenti agli altri campioni. Riteniamo che questa differenza sia dovuta alla difficoltà che molte anoressiche hanno nel percepire, nel discriminare e nel riconoscere le sensazioni e le emozioni.

Tab. 8

Sensazione provata guardandosi nude allo specchio

 

Mai successo

Piacere

Fastidio

Vergogna

Indifferenza

 

%

%

%

%

%

Campione Popolazione Femminile

12,0

45,7

19,4

8,2

14,7

Anoressiche

7,3

41,1

25,0

8,1

18,5

Bulimiche

11,1

22,3

44,2

11,4

11,0

 

I soggetti del campione di popolazione femminile dichiarano di avere complessivamente un rapporto con il proprio corpo soddisfacente (3,3).  Le bulimiche  e le anoressiche, invece  dichiarano di avere un rapporto con il corpo poco molto meno soddisfacente (rispettivamente 2,2 e 2,8).

Tab. 9

Rapporto con il proprio corpo

 

MEDIA

Campione Popolazione Femminile

3,3

Anoressiche

2,8

Bulimiche

2,2

                     Legenda: Scala 1-5.  1=Per niente Soddisfacente,   5=Molto Soddisfacente.

 

5. Ruolo del peso corporeo nelle Relazioni affettive.

Le bulimiche sembrano essere quelle che attribuiscono maggiore importanza sia all’aspetto fisico sia al loro peso corporeo in una relazione affettiva.  Gli altri soggetti con DAP sono generalmente più tolleranti per l’aspetto fisico e molto intransigenti e rigidi per ciò che riguarda il proprio peso corporeo e la sua importanza per la relazione.

Le Anoressiche seppure dichiarano di prestare un’attenzione relativa all’aspetto fisico, ritengano invece che il loro peso corporeo sia uno degli elementi  importanti della relazione affettiva.

A differenza del campione DAP, il campione di popolazione femminile attribuisce la stessa importanza all’aspetto fisico e al ruolo del proprio peso corporeo nella relazione affettiva.

Tab. 10

 

Importanza attribuita all’aspetto fisico in una relazione affettiva

Importanza attribuita al proprio peso corporeo in una relazione affettiva

 

Valutazione Media

Valutazione Media

Campione Popolazione Femminile

3,5

3,5

Anoressiche

3,1

3,8

Bulimiche

3,6

4,5

      Legenda: Scala 1-5. 1=Per niente importante, 5=Molto importante.

 

6. Esperienze e attività sessuali.   

I dati che abbiamo raccolto sulle attività sessuali e sulla loro frequenza da parte dei soggetti con DAP sono per certi versi rispondenti alle aspettative, ma per altri versi si discostano da quanto asserito da molti autori.

Complessivamente a parità di età la percentuale di soggetti con DAP che non ha  avuto esperienze sessuali, è maggiore rispetto a quella del campione di riferimento.

Circa il 40% dei soggetti con DAP ha sperimentato la masturbazione, mediamente all’età di 13,2 anni. La percentualmente di soggetti del campione di comparazione che ha avuto questa esperienza è inferiore (35,7%), e l’ha sperimentata ad un’età di poco superiore  (13,6 anni).

Oltre i l’80%  dei soggetti con disturbi alimentari ha praticato il Petting con partner dell’altro sesso, contro il 61,5% del campione di popolazione. Sono invece sostanzialmente simili le età medie alle quali si è praticato per la prima volta (rispettivamente 15,4 e 15,9 anni).

I soggetti DAP che hanno avuto delle esperienze di natura omosessuale, sembrano rappresentare quote percentuali simili a di quelle del campione di popolazione femminile.

La percentuale di soggetti con DAP che hanno praticato il Petting con partner dello stesso sesso, è leggermente superiore a quella del campione di popolazione che ha sperimentato la stessa attività (rispettivamente 5,2% e 4,2%). Anche in questo caso l’età media alla quale si è avuta la prima esperienza è sostanzialmente simile per i due campioni (rispettivamente 16 e 15,5 anni).

Il 5,5% dei soggetti DAP ha praticato dei rapporti completi omosessuali. La percentuale di soggetti appartenenti al campione di raffronto, che ha dichiarato di avere sperimentato questa attività è invece del 3%. Notevole risulta essere anche la differenza dell’età media alla quale si sono praticati per la prima volta. I soggetti DAP hanno sperimentato questa attività per la prima volta a 16,1 anni, mentre i soggetti del campione di popolazione a 20,8 anni.

I dati sulla percentuale di soggetti che hanno avuto dei rapporti completi eterosessuali ci indicano che percentuali quasi identiche di soggetti dei due campioni hanno praticato questa attività (55,3% del campione DAP e 55,5% del campione di popolazione). Questo dato che risulta molto simile, potrebbe assumere un significato leggermente diverso se consideriamo i soggetti del campione DAP hanno una età media superiore di circa due anni rispetto all’età media dei soggetti del campione utilizzato per il confronto. Se consideriamo che mediamente solo il 23,8% delle ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni hanno avuto rapporti completi, e che tale percentuale sale al 64,7% per i soggetti tra i 20 e i 24 anni, e all’80% nella fascia tra i 25 e i 29 anni, possiamo vedere come i circa due anni di differenza nell’età media tra i soggetti dei due campioni, abbiano una notevole importanza.

Tab. 11

Esperienze sessuali avute dai soggetti

 

Campione DAP

Campione Femmine

 

 

%

Età media alla quale è avvenuta

 

%

Età media alla quale è avvenuta

Nessuna Esperienza

20,3

/

16,1

/

Autoerotismo/Masturbazione

40,4

13,2

35,7

13,6

Petting Eterosessuale

80,2

15,4

61,5

15,9

Petting Omosessuale

5,2

16,0

4,2

15,5

Rapporti Completi Omosess.

5,5

16,1

3,0

20,8

Rapporti Completi Eterosess.

55,3

16,9

55,5

18,2

Nota: l’età media dei soggetti del campione di popolazione è di 21,14 anni, e quella dei soggetti del campione DAP è di 23,5 anni.

 

Come era logico aspettarsi dopo aver considerato i dati sulle esperienze sessuali, le attività sessuali che i soggetti dei due campioni praticavano al momento della somministrazione dei questionari, sono molto diverse. Chiaramente le attività   praticate sono influenzate dall’esistenza di una relazione e dal tipo di relazione esistente.

Il 90% dei soggetti del campione di popolazione e l’79,7% del campione DAP, che hanno una relazione affettiva, praticano almeno un tipo di attività sessuale. Tali percentuali scendono rispettivamente al 21,4% e al 30,8% per i soggetti che non hanno relazioni affettive.

Questi dati ci appaiono abbastanza sorprendenti sia per la percentuale di soggetti con relazione che non praticano nessuna attività sessuale, sia per il fatto che la percentuale di soggetti DAP senza relazione affettiva che praticano delle attività sessuali sia notevolmente superiore a quella dei soggetti del campione di popolazione. 

Una percentuale considerevole (11,5%) di soggetti del campione di popolazione con relazione affettiva, si masturba mediamente due volte al mese. La stessa attività, invece non è praticata da nessun soggetto con relazione affettiva del campione DAP. 

I soggetti senza relazione affettiva che si masturbano sono rispettivamente il 9,7% del campione DAP e l’8,7% del campione di popolazione. Se le percentuali di soggetti che praticano la masturbazione tra i due campioni sono abbastanza simili, è molto diversa invece la frequenza con la quale la praticano. Mediamente i soggetti DAP che si masturbano lo fanno 17,1 volte al mese, mentre i soggetti del campione di popolazione lo fanno 2,1 volte al mese.

La percentuale di soggetti DAP, con relazione affettiva, che praticano il petting con partner eterosessuale, è notevolmente superiore a quella del campione di popolazione (rispettivamente 49,1% e 43,8%). Varia notevolmente anche la frequenza con la quale viene praticato. I soggetti DAP lo praticano 5,7 volte al mese, mentre i soggetti del campione di popolazione lo praticano 2,4 volte al mese.

Considerando i soggetti senza relazione affettiva si rileva che quelli appartenenti al campione DAP che praticano il petting, rappresentano il 19,8%, mentre quelli del campione di popolazione sono solo l’11,4%. La frequenza è invece sostanzialmente uguale per entrambi i campioni (rispettivamente 1,5 e 1,2 volte al mese).

Nei campioni considerati, la percentuale di soggetti che pratica il petting o ha rapporti omosessuali, è molto piccola è non significativa per evidenziare diversità o analogie tra i soggetti appartenenti ai due diversi campioni esaminati. Si può tuttavia rilevare che la frequenza dei rapporti è decisamente superiore a quella dei soggetti eterosessuali.

 

I dati inerenti le percentuali di soggetti che hanno dei rapporti sessuali completi evidenziano che questa attività è praticata dal 51,4% dei soggetti DAP con relazione affettiva e dal 69,8% dei soggetti, con relazione affettiva, del campione di popolazione. Risulta essere invece maggiore la frequenza con la quale i soggetti DAP la praticano rispetto ai soggetti del campione di riferimento (rispettivamente 5,8 e 4,5 volte al mese).

Nessuno dei soggetti DAP senza relazione affettiva ha dei rapporti completi, mentre tra i soggetti del campione di popolazione il 2,6% li ha mediamente 4,4 volte al mese.

Tab. 12

Attività sessuali praticate e loro frequenza

 

Campione DAP

(Soggetti Con Relazione Affettiva)

Campione Femmine

(Soggetti Con  Relazione Affettiva)

 

%

Frequenza

N° Volte al Mese

%

Frequenza

N° Volte al Mese

Nessuna Attività

20,3

/

10,0

/

Autoerotismo/Masturbazione

0

/

11,5

2,0

Petting Eterosessuale

49,1

5,7

43,8

2,4

Petting Omosessuale

0

/

0,7

8,5

Rapporti Completi Omosess.

0

/

1,4

19,0

Rapporti Completi Eterosess.

51,4

5,8

69,8

4,5

Nota: I soggetti con relazione affettiva rappresentano il 56,1% del campione della popolazione femminile, e il 50,3% del campione DAP

Tab. 13

Attività sessuali praticate e loro frequenza

 

Campione DAP

(Soggetti Senza   Relazione Affettiva)

Campione Femmine

(Soggetti Senza  Relazione Affettiva)

 

%

Frequenza

N° Volte al Mese

%

Frequenza

N° Volte al Mese

Nessuna Attività

69,2

/

78,6

/

Autoerotismo/Masturbazione

9,7

17,1

8,7

2,1

Petting Eterosessuale

19,8

1,5

11,4

1,2

Petting Omosessuale

0

/

0

/

Rapporti Completi Omosess.

1,4

15

0

/

Rapporti Completi Eterosess.

0

/

2,6

4,4

Nota: I soggetti senza relazione affettiva rappresentano il 43,9% del campione della popolazione femminile, e il 49,7% del campione DAP.

 

Se oltre a considerare l’attività sessuale e la sua frequenza, consideriamo anche due aspetti ad essa strettamente collegata, come le fantasie e il desiderio sessuale, otteniamo elementi di notevole importanza che ci aiutano a integrare e a capire meglio i dati precedenti.

Poco più dei tre quarti (76,7%) dei soggetti del campione di popolazione femminile dichiara di avere delle fantasie sessuali. La frequenza con la quale si hanno è in media di 2,3 volte al mese, tale valore ha però una deviazione standard molto elevata, in quanto ci sono soggetti che hanno una o due fantasie all’anno, mentre altri ne hanno anche più di una al giorno.

Anche all’interno del campione DAP vi sono delle differenze notevolissime a seconda del tipo di disturbo alimentare di cui soffre il soggetto, motivo per il quale riportiamo in modo disaggregato i dati inerenti questi aspetti.

Una percentuale di Anoressiche, significativamente inferiore a quella del campione di riferimento ha delle fantasie sessuali (58,6%), oltre a ciò è anche inferiore la frequenza con la quale le hanno (1,9 volte al mese).

La percentuale di bulimiche che ha fantasie sessuali è sostanzialmente simile a quella del campione di riferimento, (77,3%), è però  nettamente superiore la frequenza con la quale le hanno (12,5 volte al mese).

Tab. 14

Soggetti che hanno Fantasie Sessuali

 

 

%

Frequenza

N° Volte al Mese

Campione Popolazione Femminile

76,7

2,3

Anoressiche

58,6

1,9

Bulimiche

77,3

12,5

 

La percentuale di soggetti del campione di popolazione che dichiara di avvertire consapevolmente dei desideri sessuali è l’80,9%. La frequenza con cui li avvertono è mediamente di 2,1 volte al mese.

La percentuale di anoressiche che avvertono gli stessi desideri è notevolmente inferiore (66,7%), come notevolmente inferiore è anche la frequenza (0,96 volte al mese). 

Notevolmente superiore a quella del campione di riferimento, risulta essere la percentuale di bulimiche che hanno dei desideri sessuali (95,2), mentre la frequenza media di 0,87 volte al mese risulta essere notevolmente inferiore a quella del campione di popolazione. 

Tab. 15 

Soggetti che hanno Desideri Sessuali

 

 

%

Frequenza

N° Volte al Mese

Campione Popolazione Femminile

80,9

2,1

Anoressiche

66,7

0,96

Bulimiche

95,2

0,87

 

Poco meno del 17% del campione della popolazione femminile dichiara di avere degli aspetti problematici in relazione con la sessualità. In molti casi non si tratta di vere e proprie disfunzioni sessuali, ma di timori, di paure, di incertezze o di difficoltà.

Le percentuali di soggetti DAP che hanno gli stessi tipi di problemi sono molto superiori e raggiungono il 66,5% per le bulimiche e il 66,7 per le anoressiche.

 

Conclusioni

Riteniamo che lo studio effettuato, proprio per i dati emersi, sia da approfondire e da estendere ad un campione ancora più grande di soggetti con disturbi alimentarti psicogeni.

Se i dati inerenti la sessualità dei soggetti con DAP, emersi da questo studio, dovessero essere riconfermati, sfaterebbero e rovescerebbero molte delle credenze che gli esperti hanno in merito alla vita sessuale di questi soggetti. Il quadro che ne risulterebbe sarebbe probabilmente molto più articolato e complesso.  

Comparando nel loro complesso i dati inerenti il campione di popolazione femminile e il campione di soggetti con DAP, emerge in primo luogo la maggiore difficoltà dei soggetti DAP a stabilire e mantenere delle relazioni affettive significative. Questo aspetto, in parte dovuto al complessivo sviluppo e vissuto psicosessuale caratteristico di questi soggetti, è allo stesso tempo determinante del tipo di vita e dell’attività sessuale dei soggetti.

Il rifiuto del loro corpo, la sensazione di bruttezza e di sgradevolezza, i sentimenti di vergogna e fastidio che hanno nei suoi confronti, probabilmente hanno un ruolo molto importante nel determinare le difficoltà a stabilire delle relazioni affettive. Resta però da accertare se questi elementi sono la causa principale, oppure sono solamente un sintomo utilizzato per non stabilire relazioni affettive.

Un altro aspetto che a nostro avviso ha una importanza molto elevata nel determinare la minore percentuale di soggetti DAP che hanno relazioni affettive rispetto alla popolazione complessiva, è la distorsione cognitiva che determina una sopravvalutazione dell’importanza del corpo all’interno della relazione affettiva. Le  bulimiche, in particolare, partono dal presupposto di avere un corpo brutto e sgradevole, e considerando il corpo uno degli elementi più importanti, se non il più importante, di una relazione, si reputano inadatte ad avere relazioni affettive, rinunciando, molto spesso, anche a tentare di averne. Nelle anoressiche si osservano pressappoco le stesse dinamiche, con la sottolineatura del fatto che la distorsione percettiva le fa vedere e considerare grasse, quindi brutte e quindi non saranno volute dal possibile partner.

Sebbene la nostra ricerca conferma l’assunto che molti dei soggetti DAP non hanno nessuna esperienza sessuale, abbiamo anche rilevato che quelli che le hanno, le hanno avute in molti casi ad un’età inferiore e che molte attività sono state praticate da una percentuale di soggetti maggiore rispetto al totale della popolazione.

A nostro avviso è stata enfatizzata la percentuale di soggetti DAP che non hanno avuto esperienze sessuali. Sebbene oggettivamente tale percentuale rappresenta un quinto dei soggetti DAP, la stessa, è di poco superiore alla percentuale di popolazione femminile, di età simile, che non ha avuto esperienze sessuali.

Contrariamente a quanto creduto, i soggetti DAP che hanno sperimentato o che pratica la masturbazione, è molto elevata, e in ogni caso e decisamente maggiore rispetto al totale della popolazione femminile.  Le stesse considerazioni valgono nel caso delle attività di petting eterosessuale. 

I rapporti completi, probabilmente a causa del maggior coinvolgimento fisico e affettivo che comportano, sono stati sperimentati, e sono praticati da una quota considerevolmente minore di soggetti con disturbi alimentari. Tuttavia la frequenza con la quale viene praticata tale attività è maggiore nel caso dei soggetti DAP rispetto al totale della popolazione.

Un ulteriore dato, che sembrerebbe negare gli assunti esistenti sulla carente attività sessuale dei soggetti DAP, è rappresentato dal fatto che la percentuale di soggetti DAP, che anche senza avere una relazione affettiva ha delle attività sessuali, è decisamente maggiore di quella del resto della popolazione.

Altri dati contrastanti con gli assunti prevalenti, riguardano la presenza di fantasie e desideri sessuali. Secondo questi assunti i soggetti DAP avrebbero scarsissime fantasie e desideri sessuali. Dal nostro studio emerge invece che la percentuale di bulimiche che hanno fantasie e desideri sessuali è notevolmente superiore a quella del resto della popolazione. I dati sulla frequenza, indicano che questi soggetti hanno un numero di fantasie molto più alto, ed un numero di desideri sessuali che non si discosta moltissimo da quello del resto della popolazione. Solo nel caso delle anoressiche si riscontra una percentuale di soggetti con fantasie e desideri sessuali, significativamente inferiore a quella della popolazione totale. Ciò nonostante e seppure con frequenza minore, una percentuale elevata di anoressiche ha queste fantasie e questi desideri.

La quantità di attività sessuali praticata dai soggetti DAP è certamente elevata e sicuramente maggiore di quanto molti suppongono. La loro attività sessuale, soprattutto nel caso di relazioni caratterizzate dal matrimonio o dalla convivenza, risulta  molto spesso limitata ad un solo tipo di attività, tralasciando completamente le altre.

Se quantitativamente la vita sessuale dei soggetti DAP è simile o superiore a quella del resto della popolazione, non possiamo però affermare che lo sia anche da un punto di vista qualitativo, in quanto la percentuale di soggetti che dichiarano di avere problemi di tipo sessuale è molto elevata. A nostro avviso, il più delle volte l’attività sessuale è una provocazione, una messa in atto o un accondiscendere ai desideri del partner, piuttosto che una vera e propria attività di piacere e/o di fusione con il partner.

 

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Dr. Giuseppe Armentaro Psicologo-Psicoterapeuta C.so Trapani, 74 - 10139 Torino - Tel. 011.377.399

   

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