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Dr. Giuseppe Armentaro

Psicologo - Psicoterapeuta

Iscr. Ordine Regione Piemonte n° 1580

 

 

Depressione

 

La depressione è una delle sofferenze mentali che più ha diviso gli esperti. Divisione a volte quasi inconciliabile che si fonda sulla diversa concezione delle cause che la provocano e sulla conseguente terapia. Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) colloca la depressione all'interno della categoria dei disturbi dell'umore.

La depressione rientra nei disturbi dell’umore e questi occupano lo spazio più ampio e più importante tra le malattie mentali. Si può paragonare l’umore ad un ammortizzatore che, oscillando continuamente tra gioia e tristezza, slancio e insicurezza, svolge una funzione adattiva fondamentale. Come una molla complessa, ci permette di mantenere una buona aderenza alla strada che percorriamo, di restare in sintonia con gli avvenimenti, capaci di adattarci alle situazioni piacevoli e spiacevoli.” (Zoli e Cassano, 1993)

 Quando il tono dell'umore perde il suo carattere di fisiologica flessibilità,  si fissa verso il basso e non è più influenzato dalle situazioni positive, si può parlare di depressione.

La depressione è caratterizzata dall'incapacità di provare piacere per qualsiasi cosa e da una profonda modificazione dell’umore stabilmente orientato verso la tristezza. frequentemente sono presenti anche disturbi fisici vari che possono rappresentare l’elemento preponderante mascherando talvolta il quadro clinico depressivo.

Molto frequentemente si ha la totale assenza di desiderio sessuale, ansia, incapacità di affrontare  anche piccole difficoltà, facilità al pianto, sensi di colpa, sensi di inutilità, pensieri di morte e di suicidio.

La depressione  determina modificazioni del comportamento che hanno a che fare con le relazioni interpersonali, in generale e con la relazione di coppia in particolare, perturbando,  inevitabilmente anche la sfera sessuale. Quando è presente la depressione, si riscontra frequentemente una alterazione quantitativa e qualitativa dell’attività sessuale del soggetto in particolare si assiste ad una marcata riduzione del desiderio sessuale, in altri casi più rari,  si ha un aumento dello stesso. É frequente inoltre la presenza di altre turbe della sfera sessuale.

In molti casi la depressione si può presentare con un’alterazione della funzione sessuale come sintomo iniziale. Più spesso ancora, una depressione può essere mascherata dietro un sintomo sessuale.

La depressione è un disagio socialmente importante. L’OMS, la pone al quarto posto tra i maggiori problemi sanitari e calcola che in Europa e Stati Uniti è la seconda causa di invalidità dopo le malattie cardiovascolari. Sempre dal punto di vista statistico la probabilità di ammalarsi di depressione è di circa il 10% e il rischio di suicidio tra i depressi gravi raggiunge il 10-15%. Le persone più a rischio sono le donne e i giovani, ma interessa tutti e in tutte le fasce di età. Uno stato depressivo non curato può durare dai 6 ai 24 mesi e la possibilità di ricaduta è di circa il 30-50% entro l’anno dalla sospensione del trattamento.

 

Qual è il quadro sintomatico del depresso?

Bisogna dire innanzitutto che ci sono diversi tipi di depressione. Tutti caratterizzati da un quadro generale comune rappresentato da:

tristezza, sentirsi nervosi, svogliati, stanchi, non avere voglia di incontrare persone, fare con fatica e demotivazione il proprio lavoro, essere afflitti da un continuo stato di pessimismo, coltivare idee di colpa, bassa stima di se stessi, mangiare poco o troppo, dormire poco o troppo, difficoltà di concentrazione.

Bastano anche solo alcuni di questi sintomi per formulare la diagnosi di depressione.

Il DSM-IV-TR afferma che per la diagnosi dell'episodio depressivo maggiore devono essere soddisfati i seguenti criteri:

A. Cinque (o più) dei seguenti sintomi sono stati contemporaneamente presenti durante un periodo di due settimane e rappresentano un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento; almeno uno dei sintomi è costituito da 1) umore depresso o 2) perdita di interesse o piacere. Nota: Non includere sintomi chiaramente dovuti ad una condizione medica generale o deliri o allucinazioni incongrui all'umore.

1) Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto (per esempio si sente triste o vuoto) o come osservato dagli altri (per esempio appare lamentoso). Nota: nei bambini e negli adolescenti l'umore può essere irritabile.

2) Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte o quasi tutte le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno (come riportato dal soggetto o come riportato dagli altri).

3) Significativa perdita di peso, senza essere a dieta, o aumento di peso (per esempio un cambiamento superiore al 5% del peso corporeo in un mese) oppure diminuzione o aumento dell'appetito quasi ogni giorno. Nota: Nei bambini, considerare l'incapacità di raggiungere i normali livelli ponderali.

4)Insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno.

5) Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno (osservabile dagli altri, non semplicemente sentimenti soggettivi di essere irrequieto o rallentato).

6) Faticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno.

7) Sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati (che possono essere deliranti), quasi ogni giorno (non semplicemente autoaccusa o sentimenti di colpa per essere ammalato).

8) Ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi ogni giorno (come impressione soggettiva o osservata dagli altri).

9)Pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico, o un tentativo di suicidio, o l'ideazione di un piano specifico per commettere suicidio.

B. I sintomi non soddisfano i criteri di un episodio misto.

C. I sintomi causano disagio clinicamente significativo o compromissione del  funzionamento sociale, lavorativo o i altre aree importanti.

D. I sintomi non sono dovuti agli effetti di una sostanza (per esempio, una droga di abuso, un medicamento) o di una condizione medica generale (per esempio, ipotiroidismo).

E. I sintomi non sono meglio giustificati da lutto, cioè dopo la perdita di una persona amata,i sintomi persistono per più di due mesi o sono caratterizzati da una compromissione funzionale marcata, autosvalutazione patologica, ideazione suicidaria, sintomi psicotici o rallentamento psicomotorio.

 

Perché ci si ammala di depressione?

Per un certo periodo ha prevalso la teoria genetica ovvero si riteneva che la persona nascesse con una ineluttabile predisposizione alla depressione e che il problema fosse causato da alcune alterazioni biochimiche a livello cerebrale. Ma osservando l’ambiente di vita dei soggetti e le loro interazioni familiari, Pian piano si è fatta strada la teoria che l’eziologia avesse cause molteplici. In ogni caso il disagio psichico spesso anticipa la malattia e ne è sempre una forte componente. Intervenire quindi sul disagio psichico iniziale significa limitare l’evolversi della malattia.

Quasi sempre il primo intervento terapeutico per la cura della depressione (anche lieve) è quello farmacologico. Questa strategia ha però aspetti positivi e aspetti negativi sia sulla sessualità sia sugli aspetti generali della vita. Nelle fasi acute, i farmaci, offrono senza dubbio il vantaggio di apportare dei miglioramenti a dei soggetti che difficilmente si impegnerebbero in qualunque percorso di cura psicoterapeutico. Questi miglioramenti permettono quindi la possibilità di iniziare la psicoterapia. Orma  numerosissimi studi hanno dimostrato l'importanza e l'efficacia dell'approccio integrato farmacologico e psicoterapico. Sostanzialmente si può affermare che l'approccio farmacologico può essere estremamente utile nelle fasi più acute in modo da rendere possibile l'approccio psicoterapeutico che risulta estremamente più efficace nel modificare le condizioni, i pensieri e i comportamenti che favoriscono e mantengono la depressione.

I farmaci antidepressivi possono avere un effetto iatrogeno sulla sfera sessuale: da un lato possono migliorarla come conseguenza del migliorato tono dell’umore, ma dall’altro lato quasi tutti i farmaci antidepressivi hanno un effetto collaterale negativo sulla stessa.

Da dati recenti si evidenzia che circa il 75% dei soggetti che assumono farmaci SSRI (inibitori selettivi del reuptake della serotonina) hanno effetti collaterali negativi sulla sessualità.

Questo fenomeno induce molti soggetti a non assumere i farmaci stessi, compromettendo spesso i miglioramenti che possono derivare da una cura farmacologica appropriata.

 

Depressione e coppia e sessualità

La depressione influisce sulla relazione di coppia in modo pesante. Tralasciamo per un attimo la sfera sessuale e concentriamoci sulle attività quotidiane.

Il soggetto depresso tende a chiudersi in se stesso, tende a non provare o a non manifestare i sentimenti nei confronti del partner, riduce drasticamente le attività in comune, non prova e non manifesta interessi, non è propositivo, non ha voglia di fare la benché minima attività, è irascibile, ha sempre una visione estremamente negativa del presente e del futuro, passa gran parte del tempo a dormire (quando gli altri sono svegli), o sta sveglio (anche quando gli altri vanno a dormire).

Tutti questi elementi chiaramente hanno una influenza molto forte sulla relazione di coppia.

Concentrandosi sulla relazione tra depressione, rapporto di coppia e sessualità: dobbiamo tenere presente lo stretto legame che esiste tra questi elementi.

La depressione ha ripercussioni sulla relazione di coppia e a sua volta è influenzata dalla relazione stessa. La depressione influisce sulla sessualità, inibendo il desiderio, o causando disfunzioni sessuali, e allo stesso tempo la sessualità può provocare la depressione o la può limitare. Infine la relazione di coppia influenza la sessualità ed è influenzata da essa.

In molti casi il soggetto depresso è in grado di vivere la sessualità ma spesso quest’ultima è una sessualità sgradevole.

C’è una caduta della spinta vitale, c’è il ritiro narcisistico, l’esclusione dell’oggetto, la diminuzione difensiva della pulsione. Il ritiro depressivo deve essere rispettato, se si attivano le pulsioni bisogna stare attenti: se stimoliamo le pulsioni le stimoliamo tutte, sia quelle sessuali sia quelle di morte. Le stimolazioni artificiose, esercitate solo con farmaci antidepressivi o stimolanti, portano ad una risposta maniacale.  La pulsione deve essere integrata nella personalità. La sessualità non è in contrasto con la depressione, il problema è il piacere. La pulsione sessuale può essere stimolata, ma questo non deve avvenire senza tenere in debita considerazione il contesto in cui questo avviene.

Negli stati depressivi non eccessivamente gravi e accompagnati da una componente ansiosa, l’attività sessuale può essere utilizzata come meccanismo difensivo verso le pulsioni autodistruttive proprie della depressione. In questo caso la sessualità viene aumentata come frequenza, ma il vissuto durante l’atto sessuale e povero di piacere e soddisfazione. È una condizione che si riscontra in quelle persone che sono dominate da una attività sessuale frenetica e spesso promiscua, che tendono a colmare con il sesso il senso di vuoto interiore cercano cioè di “curare” la loro depressione.

 

Bibliografia  

American Psychiatric Association, DSM IV TR,Masson, Milano, 2001.

Cociglio G., Depessione e sessualità, Organon, Milano,  2001.

Invernizzi G., Manuale di psichiatria e psicologia clinica, McGraw-Hill, Milano, 1996.

Zoli S.,  Cassano G.B., Liberaci dal male oscuro,  Longanesi, 1993

 

 

 

Dr. Giuseppe Armentaro Psicologo-Psicoterapeuta C.so Trapani, 74 - 10139 Torino - Tel. 011.377.399